Negro Festival

 
   
 
Da ben 13 anni a Pertosa (SA) si svolge un evento.
Un evento magico.
Ma cosi magico che ti resta negli occhi e nel cuore.
 
Ci partecipo da 5 anni ormai, una tradizione che si rinnova ogni anno a fine agosto.
Quasi sconosciuta ai più, a torto ritenuta una manifestazione di nicchia, è invece un festival di risonanza internazionale.
Con artisti che provengono da ogni parte d’Italia e dal resto del mondo.
 
Il suo nome, come è facile intuire dal titolo del post, è "Negro Festival".
Sottotitolo: festival di musica e cultura etnica.
 
Il nome Negro non ha riferimenti razzisti ma è semplicemente il nome del fiume che attraversa Pertosa passando nelle Grotte dell’Angelo.  
Le uniche grotte navigabili d’Europa.
Un patrimonio naturalistico e culturale da visitare assolutamente.
 
Quando ero piccolo i miei genitori mi ci portavano una volta l’anno.
Ora che sono grande ci vado almeno una volta l’anno.
 
Sono molto legato ai luoghi e alle persone che incontro al Negro.
Non solo per le inevitabili conoscenze che si fanno anche solo vedendo la stessa faccia per 4 giorni di fila.
Ma per l’accoglienza dei pertosani, il vino paesano e il tempo magicamente bello a ogni edizione.
 
Il Festival dura 4 giorni ed è possibile campeggiare in un’area attrezzata con docce calde a 1 km di distanza dal piazzale delle Grotte dove si trova il palco pricipale.
Principale, si. Perchè ce ne sono altri 2.
Uno si trova al’interno dell’entrata delle Grotte, sotto una volta di pietra calcarea, in cui si svolge il progetto "Antro Suono".
Il secondo è invece dedicato agli artisti emergenti della sezione "Negro Giovani".
 
Il programma completo lo potete trovare su internet, basta una rapida ricerca.
Vi dico solo che quest’anno i Terrakota sono stati una rivelazione, una vera bomba.
 
Ogni sera ci sono almeno 3 concerti a cui segue poi il dj set di Stefano Miele, con una sua personale selezione "etno-dance".
Dal punto di vista musicale la selezione è molto curata. Chiaramente si tratta di musica etnica e popolare, ma ogni nazione (quindi ogni gruppo) ha una propria cultura musicale.
Va da se che i concerti sono molto variegati, una sicurezza in più per esserci. Qualcosa che piace lo ascolterete di sicuro.
 
Ci sono poi attività diurne come il trekking, il biking e il climbing nel Parco Nazionale del Cilento.
Ci sono mostre d’arte permanenti.
Ci sono laboratori di archeologia per muovere i primi passi alla scoperta del passato delle grotte.
Ci sono laboratori di musica e balli popolari, di tarantelle campane o di pizziche salentine.
 
Un calendario ricco e interessante, una rarità nel nostro Sud.
Viverci poi per 4 giorni in campeggio è un’esperienza che avverti molto più intensa, molto più tua.
Quest’edizione l’ho vissuto per tutta la sua durata, anche il 30 agosto, quando mi hanno sequestrato per andare a Sapri e dopo mi hanno riaccompagnato a Pertosa  giusto in tempo per l’inizio dei concerti.
 
Spero che questo post possa aver convinto qualcuno di voi ad accompagnarmi l’anno prossimo.
Ciao.
 
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