Verzata con salsiccia

 
Ottima nel periodo invernale. Dio salvi la verza.
 
Ingredienti per 3-4 persone:
1/2 verza 
1 salsiccia
1/2 cipolla (o 1 scalogno)
1 costa di sedano
2 patate
1 carota
sale
olio extravergine di oliva
 
Preparazione:
lavate la verza e tagliatela a striscioline sottili. Lavate e pelate le carote e le patate e tagliatele in piccoli pezzi.
Lavate bene il sedano e tagliatelo in strisce. Affettate finemente la cipolla e versatela insieme alle altre vedure in una pentola con acqua salata.
Meglio non esagerare con l’acqua per evitare di allungare i tempi. Si può sempre aggiungere se mai dovesse asciugarsi troppo in fretta.
Fate cuocere col coperchio per almeno 45 minuti.
Togliete il coperchio e aggiungete la salsiccia cruda sbriciolata.
Lasciate cuocere finchè la verza non sia più brodosa ma densa.
Servire tiepida con un filo d’olio e dei crostini di pane a piacere.
 
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Pizza di Gallette

Ingredienti per 3 persone:

4 uova
4 cucchiai di zucchero
2 cucchiai di farina
1 tazza grande di latte (ca 30 cl)
1 bustina di vanillina
200 gr di biscotti secchi tipo petit o oro saiwa
1 limone
sale
caffè
rum

Preparazione:

preparare per prima cosa la crema pasticcera poiché dopo la si dovrà mettere a raffreddare.
Rompere le uova e mettere i tuorli in un capiente pentolino facendo attenzione a tenere gli albumi da parte. Aggiungere lo zucchero e cominciare ad amalgamare con una frusta a mano. Aggiungere lentamente la farina evitando di creare grumi e incorporarla tutta.
Prendete un pentolino e versateci il latte, la vanillina (basta un cucchiaino), la scorza grattugiata (solo la parte gialla) di mezzo limone e un pizzico di sale.
Riscaldate il latte ma non fino ad ebollizione, una temperatura troppo alta potrebbe far cuocere l’uovo anzitempo.
Togliete il pentolino dal fuoco e versate lentamente il latte caldo sul composto di uova continuando a girare.
Una volta aggiunto tutto potrete mettere sul fuoco a fiamma bassissima avendo cura di girare sempre.
Girate fino a che la crema avrà raggiunto un minimo livello di consistenza, ma ricordate che abbiamo bisogno di averla un po’ più liquida per poterla spalmare sui biscotti. Una volta pronta si lascia raffreddare e poi magari  la si mette in frigo per accorciare i tempi.
Preparare la bagna per i biscotti con la quantità di caffè (non in polvere ovvio) per circa 5 persone, a cui si aggiunge uno shottino di rum (di marca) per aromatizzare.
Prendere una vaschetta di alluminio (o una piccola pirofila) che diverrà il contenitore della nostra pizza.
Versare la bagna in un piatto piano per facilitare il compito di inzuppare i biscotti, che verrano adagiati in un primo strato sul fondo della vaschetta.
Spalmare su questa base iniziale un primo strato di crema e proseguire alternando strati di crema e di biscotti fino a riempire la vaschetta, avendo cura di lasciare come ultimo strato i biscotti.

Per guarnire:
polvere di cacao, oppure si possono utilizzare gli albumi messi da parte. Montandoli a neve ben ferma con dello zucchero vaniglinato ci si può riempire una sacca che si potrà spremere sui biscotti in tanti fiocchi. Si mette poi in forno caldo et voilà, le meringhe all’italiana sono servite!

A che serve?

 

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me
e non c’era rimasto nessuno a protestare

(Bertolt Brecht) 

Come funzionano i link

 
 
Sembra incredibile, ma alcuni feedback avuti proprio ultimamente mi obbligano moralmente e praticamente a scrivere questa piccola guida.
Che riguarda il mio blog ma non solo.
Riguarda un po’ tutto ciò che abitualmente visualizziamo quando utilizziamo il nostro browser, cioè il World Wide Web, cioè un immenso Ipertesto
 
Che come tutti sapranno (?!), è uno dei tanti servizi offerti da Internet.
 
Non so se i miei pochi lettori (per la cronaca ho una media di circa 12 lettori al giorno) sanno leggere un Blog.
L’atto stesso di leggere questo post dovrebbe essere una garanzia sufficiente, ma non è cosi.
Almeno posso supporre che tutti sappiano navigare in Internet, ma nemmeno di questo si può essere sicuri.
 
E vi spiego perchè.
Fin dall’inizio Internet serviva a connettere fisicamentei dei calcolatori elettronici distanti fra loro.
Indipendentemente dal tipo di collegamento e dalla distanza, con l’andare del tempo ogni calcolatore esistito, esistente o che verrà può essere collegato alla "madre delle reti".
 
Ma tutto ciò sarebbe poca cosa se non fosse fruibile nelle forme che conosciamo ora.
Fra i vari servizi offerti da questa rete mondiale ad accesso pubblico c’è appunto il Web come lo conosciamo tutti.
Basato sui Server Web e sui Browser Web. Che rispettivamente ospitano e visualizzano Pagine Web appunto.
 
Le Pagine Web sono quindi formate da tutto ciò che vediamo nella finestra di un browser.
Come il mio blog.
E costituiscono i mattoni che formano il grande muro dell’Ipertesto mondiale.
 
Mentre state leggendo avrete sicuramente notato (non tutti, lo so, solo i migliori) che alcune parole sono graficamente diverse dalle altre.
Hanno un altro colore. Sono in grassetto. Oppure sono sottolineate.
O magari un insieme di tutti questi attributi.
 
Ebbene avete appena notato il modo con cui le Pagine Web sono collegate fra di loro.
Si chiamano collegamenti ipertestuali (hyperlink in iglese, abbreviato in link usato anche in italiano) e sono alla base della non linearità dell’informazione propria di un ipertesto.
 
Per semplificare, se passate sopra una di queste parole "particolari" col mouse vedrete che la freccina si trasformerà come per magia in una manina.
E la manina serve a "premere" la parola, in gergo "cliccare" il link.
 
Sempre grazie alla magia della manina, vedrete che il click sul link vi farà apparire una nuova Pagina Web.
Con dei nuovi contenuti. Magari assolutamente fuori dal comune.
Ciò non vuol dire che solo le parole sono dei link, ma anche immagini o intere porzioni di contenuti delle Pagine Web possono diventarlo.
 
Nel mio blog, buona parte dei post che ho scritto ha dei link cliccabili.
Che sono parole.
A causa delle limitazioni proprie di Msn Spaces, non posso inserire immagini cliccabili o altre cose visualizzabili da un browser.
 
Per questo sto meditando di trasferire tutto il blog su un’altra piattaforma di blogging online.
Che mi permetterebbe più libertà.
 
Anche se la libertà principale sarebbe la registrazione di un Nome di Dominio per creare un Sito di mia proprietà, ma questa è un’altra storia…

Mac VS Pc

 
 
So che è un argomento trito e ritrito. Ma vorrei illustrarvi il mio personale punto di vista su un problema in particolare.
La scelta del Sistema Operativo, per gli amici SO.
 
Permettetemi la generalizzazione: in Italia la maggior parte dei sistemi operativi sono di proprietà della Microsoft.
C’è chi, come il sottoscritto, ha una copia di XP e chi ha il nuovo arrivato, Vista.
Non mi soffermo su chi ha versioni di NT, Server, 2000 o addirittura ancora ME, 98, 95 e compari. Sono una minoranza.
Ci accomuna il fatto che la casa madre ci "concede" in comodato di usufruire della "sua" tecnologia per poter gestire una macchina che in mancanza di tale software sarebbe solo un ingombrante fermacarte.
 
Avete letto bene. La licenza della copia di Windows da noi regolarmente acquistata non ci dà la proprietà di ciò che abbiamo acquistato, ma solo l’uso.
Ma questo è un altro problema.
 
Parliamo ora dell’universo Apple, di cui il Mac è l’icona più conosciuta nel mondo dei Calcolatori Elettronici.
Evito di parlare di iPod e simili poichè si tratta di lettori portatili, anche se sono un ottimo veicolo di pubblicizzare tutto il baraccone.
Tale mondo a parte è caratterizzato da una certa aura di perfezione e di mondo felice (peraltro affetto da pochissimi virus).
Tutto perchè la Apple ha fatto della facilità d’uso il suo credo.
Inoltre la Apple non produce solo software, ma anche hardware. Il fermacarte di poc’anzi, appunto.
 
Stiamo quindi parlando di calcolatori (o fermacarte?), che per brevità abbiamo diviso in 2 famiglie: Mac e Pc.
 
Spesso sento parlare della supremazia di un Mac nei confronti di un Pc, capace di surclassarlo in tutto. E sento anche di persone che si accalorano e portano tantissimi esempi a sostegno della loro tesi.
Beata ignoranza.
Basta approfondire un po’ il discorso con un utente Apple per scoprire che poi la sua conoscenza in materia non è cosi profonda.
E tutto perchè il Mac fa quello che deve fare e non altro, quindi perchè farsi domande?
 
Non parlo da utente Windows, ma da fruitore del web e utilizzatore di Calcolatori Elettronici.
Avete mai visto un sistema Windows funzionare alla perfezione? Che fa quello che gli chiedi?
Senza rallentamenti, fluido e semplice.
 
Al coro dei vostri NO io vi rispondo di SI.
L’ho visto.
E devo ammettere che un sistema Win ottimizzato e gestito a dovere, fa quello che deve in maniera fluida.
 
Microsoft non ha fatto della semplicità d’uso il suo credo. Peraltro il suo Windows riprende concetti introdotti da Mac OS (il SO di Apple) che è precedente.
Una brutta copia insomma. Installata sull’80% dei Calcolatori del pianeta.
 
E’ facile gettare fango su un sistema quando non si sa usarlo a dovere, soprattutto quando si è poi provata la "superiorità" di un sistema Mac.
Per non parlare di ambienti dove il Mac è la normalità e non Windows. Studi di registrazione, montaggio audio e video, composizione musicale.
 
Mac ha dalla sua l’integrazione (hardware e software dello stesso produttore) e una nicchia di utilizzo ben precisa, lontana dalla giungla di configurazioni su cui è possibile installare Windows e l’enorme variabilità di utilizzi che si trova ad affrontare.
 
Inoltre Mac OS ha una gestione della memoria e dei processi diversa da quella di Windows, pensato proprio per l’immediatezza di utilizzo.
Dov’è quindi la superiorità?
Inoltre avete mai provato a giocare a San Andreas su un Mac????
 
 

Io sono Mariottide

 
Faceva freddo fuori. Il pungente vento autunnale sferzava i visi già rossi di alcool delle spagnole nel vicolo.
Tutti si rintanavano dentro, al calduccio.
 
Mexico. Questa terra lontana mille miglia e più. Separati da un oceano. Eppure cosi vicina.
C’era festa nel locale. E tutti indossavano poncho e sombreri.
 
Che strano locale. Era come un animale steso in una posizione innaturale.
Si entrava dalla bocca spalancata dentro fin dopo la lingua e si scendeva giù lungo l’intestino, seguendo le curve del cadavere contorto.
Difficile uscirne.
 
C’era festa nel retto. E tutti bevevano alla salute di una donna.
Era una donna di rara bellezza, si meritava ben più di un brindisi, ma era una bellezza antica, come dei tempi andati.
 
"Auguri" esordì Antes mostrando ai presenti il regalo per la donna che gli sembrò più indicato portare con sè.
Brusio generale e nuovo brindisi automatico.
Era una bottiglia di vino.
La donna gradiva. "Mi chiamo Mariottide" disse tenedo il calice mentre si faceva versare il vino.
 
"sapevo di una festa, ma non sapevo fosse per te" disse Antes riempiendosi il bicchiere.
Non era vero. Sapeva tutto di lei. Tranne il nome.
 
Una bottiglie di vino è meglio di un finto interessamento, ti permette di sapere ciò che vuoi dissimulando l’interesse, pensò.
L’odore era fruttato, il sapore liscio ma con un retrogusto pungente. Molto gradevole.
 
Da lì si poteva sentire il Mexico. La musica incessante era come ipnotica. Ti spingeva a ballare.
Non era facile tenere a bada le emozioni. Tutti volevano ballare.
Fu cosi che si decise di ballare.
 
Ma per Antes andò diversamente. Decise di suonare. Ma non solo per piacere personale.
Voleva dedicare una canzone a Mariottide.
Ma lei era troppo intenta a mangiare avidamente un kebab per interessarsi alla musica.
Ad Antes non rimase altro che il piacere personale di suonare, dato che l’altro motivo era naufragato nel grasso di un gyros.
 
Ma il gyros finì, e il tanto aspettato momento della canzone arrivò.
Una canzone che veniva dal cuore. Nata dal sangue e dal dolore, dalla perdita e dalla lotta.
La donna gradiva. "Buonanotte ragazzi" fu il laconico saluto rivolto agli artisti.
Ma tanto bastava per riempire di soddisfazione.
 
Buonanotte, Mariottide…
 
 

Vademecum del perfetto ubriacone

 
*** – A TUTTI I BEVITORI – ***

Questo manuale può esservi utile in alcune situazioni piuttosto imbarazzanti derivanti dal consumo di sostanze alcoliche. La lettura è abbastanza intuitiva, ma ci sono dei simboli prima di ogni frase che vi possono aiutare nei casi in cui i vostri sensi siano troppo annebbiati per capirlo.
 
LEGENDA:
SINTOMO – +
CAUSA – ++
SOLUZIONI – +++
 
 
+ Piedi freddi ed umidi
++ Hai afferrato il bicchiere con un angolo di presa non corretto
+++ Gira il bicchiere fino a che la parte aperta rimanga verso l’alto
 
+ Piedi caldi e bagnati
++ Ti sei pisciato addosso
+++ Vai ad asciugarti al bagno più vicino
 
+ La parete di fronte è piena di luci
++ Sei caduto di schiena
+++ Posiziona il tuo corpo a 90° rispetto al pavimento
 
+ La bocca è piena di cenere di sigaretta
++ Sei caduto con la faccia in un posacenere
+++ Sputa tutto e sciacquati la bocca con un buon gin tonic 
 
+ Il pavimento è torbido e sbiadito
++ Stai guardando attraverso il bicchiere vuoto
+++ Riempi il bicchiere di buon gin tonic 
 
+ Il pavimento si sta muovendo
++ Ti stanno trascinando per terra
+++ Domanda perlomeno dove ti stanno portando 
 
+ Il riflesso della tua faccia ti guarda con insistenza dall’acqua
++ Hai messo la testa nel cesso e stai cercando di vomitare
+++ Metti il dito (in gola) 
 
+ Senti che la gente parlando produce un misterioso eco
++ Stai tenendo il bicchiere sull’orecchio
+++ Smettila di fare il pagliaccio 
 
+ La discoteca si muove molto, la gente è vestita di bianco e la musica è molto ripetitiva
++ Sei in ambulanza
+++Non ti muovere: Possibile coma etilico e/o congestione alcolica 
 
+ Tuo padre è molto strano..ed i tuoi fratelli ti guardano con curiosità. 
++ Hai sbagliato casa
+++ Domanda se per caso sanno dove abiti
 
+ Un enorme fuoco di luce ti acceca la vista
++ Sei per strada sbronzo ed è già giorno
+++ Cappuccino cornetto ed una buona dormita
 
 
Se questi accorgimenti non dovessero dare i frutti sperati, si consiglia di assumere il medicinale qui sotto indicato:
 
 
 
 
Il vademecum è in continuo aggiornamento. Si accettano critiche e suggerimenti.
Aut. Min. Ric. Scade il 30/02/2011
 

20 bottiglie di vino

 
 
Il vino, questo mio caro amico…
 
A parte l’ovvia ironia che mi accompagna quando si tratta di estremità olfattive, l’immagine colpisce per l’accostamento tra un calice di vino e dei circuiti elettronici.
 
Un contrasto molto forte, almeno per me.
Il vino lo collego sempre alla rusticità, ai tempi andati, al profumo di foglie secche dell’autunno che volano lungo i viali alberati spazzati dal vento autunnale.
Il vino mantiene caldo il cuore e accende le conversazioni.
 
Un buon vino è quanto di meglio si possa desiderare per poter gustare appieno un buon formaggio piccante arrotolato dentro una fetta di prosciutto di cinghiale.
 
E’ difficile spiegare cosa si prova a gustare un vino se non lo si è mai provato.
I sapori sono tantissimi, e acquistano d’intensità a seconda dell’accostamento che facciamo per gustarlo.
Meglio un bel piatto di affettati o un bel sigaro?
Meglio davanti ad un camino acceso o in mezzo a fredde raffiche di vento cercando di scaldarsi?
 
In ogni caso, non ce n’è mai abbastanza…
 
I circuiti elettronici li uso tutti i giorni. Mi trasmettono efficienza, freddezza, velocità.
Sono macchine, creazioni dell’uomo che devono obbedire ai suoi voleri.
Le possibilità offerte dalla moderna tecnologia sono già oggi impensabili anche solo 20 anni fa.
 
Chissà cosa ci riserva il futuro…nel frattempo….
…buone bevute a tutti
 
 

Ho scoperto Last.fm

 
So che sembra assurdo, ma vi giuro che è cosi. Sono più di 3 anni che conosco Last.fm.
 
Esordi cosi il Mercante di Liquore alle domande sempre più pressanti degli sgherri di Viktor.
Un tipo che non dimenticava.
Era capace di ridere e scherzare come un bambino quando era in compagnia di una bottiglia di Sobieski, la sua vodka preferita.
Ma era altrettanto violento e letale come un cobra quando si trattava di riportare all’ordine le discussioni del forum di cui era moderatore.
 
E la discussione in questione era enorme.
Enorme come il database di brani e di artisti contenuti nei server britannici di Last.fm, una delle maggiori hi-tech company del panorama musicale internazionale.
Con un bacino d’utenza che supera i 20 milioni di iscritti, Last.fm è la vetrina ideale per quegli artisti che in altro modo sarebbero tagliati fuori dai negozi di musica sia fisici che online. La possibilità gratuita di uploadare brani autoprodotti è una manna per un artista alle prime armi.  
 
Per gli artisti già famosi è invece un ottimo veicolo per aumentare il bacino di possibile ascoltatori.
Il punto di forza di Last.fm sono le analogie fra artisti o brani. E Viktor lo sapeva bene.
 
Ogni volta che un utente registrato ascolta qualcosa via browser o tramite il player scaricabile (sempre gratuito) il server tiene traccia della preferenza accordata per delineare i gusti musicali dell’utente stesso.
Chiaramente più brani si ascoltano e più il proprio gusto si delinea con maggiore precisione.
Ma non è questo il punto.
 
In base ai propri gusti i brani rigorosamente casuali che si susseguono nel tempo sono scelti in base all’analogia, alle similitudini con quanto ascoltato in precedenza.
Il programma interno del server è quindi strutturato in modo da farti conoscere quegli artisti simili alla musica che ascolti e che potrebbe quindi piacerti.
Prendendo per buono il fatto che se ti piace un artista molto probabilmente ti piacerà anche un artista simile.
 
Il Mercante era un tipo scaltro.
Sapeva della relativa sensibilità degli utenti del forum di Last a tutto ciò che riguardava i meccanismi di funzionamento del loro Dio delle Web-Radio.
E ne aveva approfittato per generare un flame di proporzioni epiche.
Tutto ciò a causa della sua altissima media di ascolti giornaliera.
Era un assiduo ascoltatore di musica, oltre che un discreto musicista dilettante, e Last.fm era diventato parte integrante della sua vita, una droga da assumere tutti i giorni.
 
E nessuno tra gli utenti del forum voleva credere alla storiella dei 3 anni passati nell’oblio uditivo. Sapere di Last.fm e non usarlo era un crimine troppo grande per passare impunito da quelle parti. E le bugie erano notoriamente non tollerate.
A ciò si deve l’intervento di Viktor.
Era l’occasione giusta per dimostrare a tutti che quell’atissima media giornaliera era in realtà distribuita su più tempo del previsto, anche se il sito continuava a segnalare il Mercante come utente registrato da meno di un mese.
 
Si sa, la tecnologia a volte gioca brutti scherzi…
 
 

Negro Festival

 
   
 
Da ben 13 anni a Pertosa (SA) si svolge un evento.
Un evento magico.
Ma cosi magico che ti resta negli occhi e nel cuore.
 
Ci partecipo da 5 anni ormai, una tradizione che si rinnova ogni anno a fine agosto.
Quasi sconosciuta ai più, a torto ritenuta una manifestazione di nicchia, è invece un festival di risonanza internazionale.
Con artisti che provengono da ogni parte d’Italia e dal resto del mondo.
 
Il suo nome, come è facile intuire dal titolo del post, è "Negro Festival".
Sottotitolo: festival di musica e cultura etnica.
 
Il nome Negro non ha riferimenti razzisti ma è semplicemente il nome del fiume che attraversa Pertosa passando nelle Grotte dell’Angelo.  
Le uniche grotte navigabili d’Europa.
Un patrimonio naturalistico e culturale da visitare assolutamente.
 
Quando ero piccolo i miei genitori mi ci portavano una volta l’anno.
Ora che sono grande ci vado almeno una volta l’anno.
 
Sono molto legato ai luoghi e alle persone che incontro al Negro.
Non solo per le inevitabili conoscenze che si fanno anche solo vedendo la stessa faccia per 4 giorni di fila.
Ma per l’accoglienza dei pertosani, il vino paesano e il tempo magicamente bello a ogni edizione.
 
Il Festival dura 4 giorni ed è possibile campeggiare in un’area attrezzata con docce calde a 1 km di distanza dal piazzale delle Grotte dove si trova il palco pricipale.
Principale, si. Perchè ce ne sono altri 2.
Uno si trova al’interno dell’entrata delle Grotte, sotto una volta di pietra calcarea, in cui si svolge il progetto "Antro Suono".
Il secondo è invece dedicato agli artisti emergenti della sezione "Negro Giovani".
 
Il programma completo lo potete trovare su internet, basta una rapida ricerca.
Vi dico solo che quest’anno i Terrakota sono stati una rivelazione, una vera bomba.
 
Ogni sera ci sono almeno 3 concerti a cui segue poi il dj set di Stefano Miele, con una sua personale selezione "etno-dance".
Dal punto di vista musicale la selezione è molto curata. Chiaramente si tratta di musica etnica e popolare, ma ogni nazione (quindi ogni gruppo) ha una propria cultura musicale.
Va da se che i concerti sono molto variegati, una sicurezza in più per esserci. Qualcosa che piace lo ascolterete di sicuro.
 
Ci sono poi attività diurne come il trekking, il biking e il climbing nel Parco Nazionale del Cilento.
Ci sono mostre d’arte permanenti.
Ci sono laboratori di archeologia per muovere i primi passi alla scoperta del passato delle grotte.
Ci sono laboratori di musica e balli popolari, di tarantelle campane o di pizziche salentine.
 
Un calendario ricco e interessante, una rarità nel nostro Sud.
Viverci poi per 4 giorni in campeggio è un’esperienza che avverti molto più intensa, molto più tua.
Quest’edizione l’ho vissuto per tutta la sua durata, anche il 30 agosto, quando mi hanno sequestrato per andare a Sapri e dopo mi hanno riaccompagnato a Pertosa  giusto in tempo per l’inizio dei concerti.
 
Spero che questo post possa aver convinto qualcuno di voi ad accompagnarmi l’anno prossimo.
Ciao.
 

Posizionamento

 
Oggi parliamo di Search Engine Marketing (per gli amici SEM).
Tale simpatico aggeggio è il ramo del web marketing che si applica ai motori di ricerca, cioè comprende tutte le attività atte a generare traffico qualificato verso un determinato sito web. Lo scopo è portare al sito, tramite i motori di ricerca, il maggior numero di visitatori realmente interessati ai suoi contenuti.  
 
Prenderemo in esame più precisamente quindi posizionamento e ottimizzazione dei siti.
Vi sarà capitato parecchie volte di effettuare ricrche su internet utilizzando Google. Quest’ultimo è uno dei tanti motori di ricerca esistenti.
Il fatto è che è anche il più usato in assoluto. Parecchie persone (me compreso) hanno l’home page di Google come pagina iniziale del browser.
 
Prendiamo quindi in esame l’utilizzo di Gogle come motore di ricerca. 
Per mia (e vostra) fortuna c’è un simpatico giochino che spiega dettagliatamente i passaggi per rendere un sito visibile, cioè posizionato nei primi 5/10 risultati di una ricerca. E sfrutta come esempio proprio l’home page di Google.
 
Si potrebbe quindi seguire l’esempio per portare la pagina "in alto" nelle ricerche.
Oppure basta scrivere contenuti originali con un titolo ad effetto e ritrovarsi magicamente al primo posto .
 
Certo, il problema è tutto nelle parole-chiave. Infatti in base ad una ricerca più o meno euristica, i risultati della ricerca possono cambiare.
I consulenti di SEM sono appunto personcine che studiano il sito e lo sviluppano in modo che il posizionamento nelle ricerche sia migliore.
Un posizionamento più alto vuol dire più visibilità.
Più visibilità più accessi.
Più accessi più banner visualizzati.
Più visualizzazioni pubblicitarie più introiti.
 
La solita catena del consumismo con le tecnologie del terzo millennio.
 
 
Ciao.

Clown Band

 
 
 
Come quasi sempre accade in questi casi, si comincia sempre dalle ultime cose, più fresche e più immediate, per ritornare poi sulle prime cose accadute.
 
Purtroppo devo seguire l’ordine di arrivo delle foto, poichè la mia macchinetta era fisicamente da un’altra parte.
Eventuali errori o sfocature non sono quindi in alcun modo riconducibili a me.  
 
30 Agosto 2008 _ "Sapri by night: Notte bianca"
…"Sapri by Night" partirà alle ore 18.00 con gli artisti di strada che inizieranno il tour per la città… In realtà siamo partiti alle ore 19 dalla piazza davanti la stazione e ci siamo divertiti a suonare in giro per Sapri fino alle 22.
Un casino esagerato.
 
La band era composta da 8 strumentisti, 5 fiati e 3 percussioni più altri personaggi che ci accompagnavano lungo il tragitto facendo scherzi a chiunque incrociasse il nostro percorso.
C’erano giocolieri, trampolieri, sputafuoco, mimi, suonatori (noi), cammelli, capre, frizzi e lazzi.
 
Come al solito nelle foto mi vedete addormentato, ma non fateci caso.
A parte la normalità del gesto posso dire a mia discolpa che sono stato prelevato dal Negro Festival dopo una nottata di balli sfrenati appresso ai Terrakota.
E dopo mi ci hanno riportato.
 
Questo è stato il mio primo impegno all’interno della clown band di Sandro, il mio mai abbastanza lodato maestro di percussioni.
Spero che ce ne siano molti altri, anche se cose del genere al meridione sono rarissime.
 
Un anziano soprattutto mi è rimasto impresso quando voleva a tutti i costi costringerci a deviare dal nostro percorso perchè gli piaceva troppo il nostro modo di suonare e di mostrarci agli altri.
 
Eravamo una band diversa: dei pagliacci scapestrati che suonavano come dei pazzi e senza guida per le vie di un paese assolutamente non preparato alla cosa. Assolutamente da vedere (e da sentire).

Taglio netto

Oggi è cominciata bene direi.
Non facevo una riposante dormita da più di una…. di un….di….beh, non ricordo bene da quanto, ma il fatto è che ci sono riuscito.
A parte l’ennesima mosca che mi ha ronzato attorno per tutta la notte.
 
Appunto per il futuro: in campeggio portarsi una paletta per le mosche. Piccola, leggera, essenziale.
 
Sto rimettendo un po’ di cose al loro posto. Stamattina è toccato alla mia barba.
Ho viaggiato parecchio nell’ultima parte di Agosto e al ritorno ho ritrovato la mia famiglia che non vedevo da un mese.
E che ora mi tocca riaffrontare.
 
Spero di farvi sapere tutto nei prox giorni.
Sto ancora aspettando le foto…
Ciao.

Linguine alla Cetarese

 
Ingredienti per 2 persone:
 
250 g di linguine
6 – 8 pomodorini ciliegino
1/2 scatoletta di tonno sott’olio piccola
1/2 scalogno
1/2 vasetto di pesto alla cetarese piccolo (*)
1/2 bicchiere di vino bianco
peperoncino
olio extravergine di oliva
parmigiano
 
 
Preparazione:
 
Mettere in una pentola abbondante acqua salata, portarla ad ebollizione e calare la pasta.
Scolare il tonno dall’eventuale olio e metterlo in una capiente padella insieme allo scalogno tritato, ai pomodorini tagliati a metà, al tonno, al peperoncino e ad un filo d’olio. Saltare in padella fino a che lo scalogno prende colore e aggiungere lentamente il vino bianco.
Coprire la padella e far cuocere finchè i pomodorini comincino a sbucciarsi.
Se la salsa si asciuga troppo, aggiungere un mestolino dell’acqua di ebollizione della pasta.
Aggiungere il pesto alla cetarese, amalgamarlo al composto e chiudere il fuoco.
Scolate la pasta e versatela nella padella, aggiungere una spolverata di parmigiano e mescolare.
Servire caldo.
 
(*): il pesto alla cetarese è una specialità che è possibile acquistare nei negozi di Cetara (SA). In assenza di questo gustoso condimento, si può sostituire egregiamente con un trito di olive verdi e nere, capperi, pinoli, basilico, noci, mandorle e colatura di alici.